La lotta…

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«La lotta paga», a volte, non è solo uno slogan. Si lotta perché è giusto, intanto, spesso perché si hanno le spalle al muro, o ancora perché si inseguono sogni belli e li si vuol rendere veri. Ma la lotta può pure migliorare immediatamente le condizioni di vita e spezzar le catene. È il caso di questi giorni in corso Brunelleschi dove, dopo gli incendi di domenica, non c’è più posto per tenere i prigionieri. E visto che pure negli altri Centri italiani son messi male e non c’è modo di effettuar trasferimenti, giorno dopo giorno, l’Ufficio immigrazione è costretto a liberar qualcuno: in sordina, perché non si sparga troppo la voce che per conquistarsi la libertà non serve aspettar le mene dei consigli comunali e dei sottopifferi ministeriali. I primi tre già lunedì, altri tre martedì, altrettanti ieri e uno oggi: sono una decina i prigionieri usciti dal Centro dal giorno della sommossa, e non è poco in proporzione viste le dimensioni cui si è ridotto il Cie negli ultimi mesi.

E intanto che preparate pentole, fischietti e miccette per far più baccano possibile questo sabato di fronte alla sede della Croce Rossa, ascoltatevi queste quattro chiacchiere intorno all’appalto per la gestione del Cie di Torino fatte con Davide Cadeddu – l’autore del volume “Cie e complicità delle organizzazioni umanitarie” – sulle frequenze di Radio Blackout:

[audio:https://macerie.org/wp-content/uploads/2014/03/davide-su-croce-rossa.mp3]